|
Si può fare proprio il concetto della non violenza anche
attraverso lo sport, la voglia di crescere pensando che
un altro mondo
è possibile,
regole che vanno riviste alla luce di un modello diverso che non esaltino il
singolo, che non ci sia il primo e l'ultimo.
Pensiamo allo sport per tutti, di tutti, dare
vita a un modello che non sia schiacciato
dall'idea dello sport consumatore.
Questo pensiero semplice e condiviso è stato la spinta
propulsiva per la costituzione dell'associazione sportiva dilettantistica
a.s.d. Sport Senza Frontiere.
Riteniamo che il calcio sia lo sport che ha generato più di altri
una conflittualità preoccupante, subendo
negli anni trasformazioni pilotate che ne hanno stravolto l'idea originaria.
Si è volutamente trasformato in interesse economico per pochi, e
così si è inevitabilmente innescato un meccanismo che priva questo sport della
funzione socio-educativa che gli andrebbe restituita.
Per raccogliere il massimo profitto economico, questo meccanismo
ha manomesso la funzione educativa e socializzante del gioco, oltre che la sua
straordinaria bellezza e forza aggregativa.
Lo sport rischia di diventare uno strumento di induzione ad un
modello di consumo estremamente pericoloso.
Da tempo assistiamo ad una crescita esponenziale di comportamenti
poco educativi ad ogni livello, con conseguenze disastrose sulle fasce sociali
più deboli, che vedono nella supremazia del singolo individuo quel sogno di
rivincita sociale ed economica.
L'essere primi non esiste
in natura,
esiste solo in un modello che ha bisogno degli ultimi ( sempre gli stessi
) per esercitare la prevaricazione e l'abuso; lo sport lasciato in questo
modello non può produrre benefici ma solo risultati devastanti.
Noi siamo convinti che lo sport è uno straordinario mezzo per
promuovere progetti di sostegno con una partecipazione consapevole da parte di
chi ne è coinvolto, costituendo in tal modo quella potenzialità capace di
invertire quei modelli consumati dal solo egoismo umano.
Realizzare questa idea dello sport in forma associativa
significa innanzitutto disporre di uno strumento in cui la chiarezza e il
rispetto di regole condivise siano il primo passo per potersi confrontare con
altre realtà e con quella parte istituzionale che voglia con coerenza e onestà
tenere aperto quel processo di confronto necessario a migliorare regole e
strumenti attuativi di facile applicazione dovunque e comunque.
Convinti e soprattutto determinati a rifiutare quel processo
distruttivo rappresentato dalla
creazione del bisogno,
di cui anche lo sport è vittima, non miriamo a grandi gesti ma a piccoli e
significativi passi che portino verso il rispetto per se stessi e per il
prossimo.
Quando i bambini giocano, gli adulti possono insegnare loro che
il conflitto creato dal gioco è solo un conflitto naturale, intrinseco nel
gioco; è agonismo.
Quando tale conflitto viene invece fatto assimilare come
prevaricazione, crea quella cultura violenta che determina conseguenze ed
atteggiamenti il cui unico scopo sarà l'esaltazione del primo e la conseguente
frustrazione di chi “primo “ non sarà mai o quasi.
L'associazione
dilettantistica
sportiva
Sport Senza Frontiere
finalizza le proprie attività al sostegno di progetti culturali,
sanitari,
sportivi, educativi, ecc., a favore di comunità e/o altre
associazioni il cui obbiettivo è condivisibile e in linea con i propri principi
statutari.
Abbiamo imparato in questi anni come un contributo, per quanto
piccolo possa essere, vale sempre la pena di raccoglierlo per restituirlo a
quanti sono costantemente impoveriti da logiche prevaricatrici di un sistema
ingiusto.
Il nostro impegno
è un atto d'amore e di fiducia per un futuro di tutti senza ultimi che debbano
rimanere ultimi.
il presidente
sergio scarcelli |